Psicologia

Alcuni tra i disturbi affettivi più comuni in età scolare.

di Loretta Cavazzini

Vorrei tentare una descrizione della sintomatologia più frequente nell’età scolastica, dei più frequenti disturbi affettivi, allo scopo di offrire ad educatori e genitori la possibilità di scoprire un eventuale iniziale disadattamento e chiarire perché un intervento precoce possa prevenire ulteriori sviluppi negativi.

Prendiamo in esame le difficoltà nell’ambito scolastico.

Nel quadro di disturbi affettivi che vorrei presentare, interessano particolarmente due tipi di difficoltà trovate nell’ambiente.

La fobia della scuola non deve far pensare, nonostante il termine, a un sintomo di nevrosi ossessivo-fobica; si trova infatti più facilmente in soggetti a sfondo ansioso e con un particolare quadro familiare.

Per fobia della scuola si intende il rifiuto di frequentarla nonostante i ripetuti tentativi realizzati dalla famiglia e dagli insegnanti. Si può presentare, solo come una crisi di ansietà, al primo contatto con la scuola, verso i 6 anni: la crisi si manifesta con collera e, in seguito, con dolori addominali, disturbi gastrici; il vomito è abbastanza frequente. Solo più tardi, verso gli 8 anni, queste crisi possono meritare il nome di fobia dalla scuola.

Dalla scuola elementare alla scuola media.Quando appare in seguito al primo contatto con la scuola, la fobia indica, più che la paura della scuola, la paura di lasciare la casa e, precisamente, di lasciare la mamma.

La scuola non ha sempre un ruolo nel determinare queste fobie anche se frequentemente i soggetti trovano motivazioni scolastiche con cui giustificare il loro comportamento.

Maggiore importanza invece ha la famiglia e, particolarmente, la madre. In genere si tratta di persone ansiose, iperprotettive, poco equilibrate o addirittura nevrotiche; il padre invece è frequentemente passivo e di personalità inconsistente.

Bisogna perciò agire sul soggetto come sull’ambiente e seguire l’evoluzione del caso.

L’insuccesso scolastico è un fenomeno che per molti soggetti si presenta con carattere di novità all’inizio della scuola secondaria. Ragazzi che hanno frequentato le classi elementari con discreto profitto, cominciano ad essere rimandati o addirittura respinti nelle scuole secondarie.

Il problema non ci interessa dal punto di vista didattico ma per le sue implicanze psicologiche. Accenniamo a questo problema in quanto è uno dei primi segni attraverso cui si manifesta un incipiente mal adattamento. Nell’attività dei centri medico-psico-pedagogici avviene con frequenza di ricevere soggetti che vengono portati alla consultazione perché diminuisce il loro rendimento scolastico e, genitori ed insegnanti sono particolarmente sensibili a questo fenomeno.

Dobbiamo cominciare col dire che il soggetto che non riesce a scuola può anche denunciare un rendimento intellettuale scarso in altri settori, ma questo solo dato non ci autorizza ad attribuire l’insuccesso scolastico a fattori intellettuali. L’intelligenza stessa subisce l’influsso di molteplici fattori, che diminuiscono il suo rendimento. I casi in cui l’intelligenza è la principale responsabile dell’insuccesso nelle scuole secondarie, sono veramente pochi.

Davanti a un caso di insuccesso scolastico, in modo particolare se questo insuccesso è stato preceduto da una riuscita precedentemente soddisfacente, è prudente pensare ad altri fattori, al di fuori di quelli strettamente intellettuali. Saranno fattori personali (fisici o affettivi), familiari o ambientali in genere o appartenenti al mondo della scuola. Nella maggior parte dei casi si troverà una convergenza di fattori, che collaborano tutti all’insuccesso senza una determinata gerarchia.

L’analisi dei fattori responsabili dell’insuccesso è quantomai importante per cercare una soluzione adeguata. Nei casi di vera incapacità mentale, l’insistenza su un rendimento superiore alle forze darà luogo a frustrazioni continuate e al sorgere di sentimenti di inferiorità, con le conseguenti compensazioni o super compensazioni nel settore del disadattamento.

Se invece i responsabili del fallimento saranno i fattori non intellettuali (personali, familiari o scolastici), un rimedio efficace si otterrà solo quando questi fattori verranno in qualche modo neutralizzati.

Da un punto di vista profilattico è di grande interesse la diagnosi precoce dei fattori che determinano un insuccesso scolastico. In linea generale può dirsi che questo insuccesso è uno dei primi segni ammonitori di una particolare crisi, di un periodo difficile o di un periodo di disadattamento. Un intervento di aiuto professionale tempestivo invece potrebbe consigliare le misure da prendere per evitare un fallimento scolastico che, a sua volta, poi sarebbe alla base di altre forme più acute e gravi di disadattamento.

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